lunedì 5 dicembre 2016

NO, MA PERCHE'?? PERCHE' NO!

No, le votazioni – proprio come gli 

esami – non finiscono mai.

Riflessioni sul Referendum,

 il dopo e ...su Trump.

NO. ma perché??? Perché NO!


Il NO e il SI. Una questione antica, in molti ambiti della nostra vita.
Da sempre il SI appare la scelta più facile, è accomodante, rassicurante, legittimante.
Il NO vien fatto apparire come emblematico di un atteggiamento di chiusura, quindi ottuso (alla lettera e non), espressione di paura, di eccesso autoritaristico.
“Mi dai una caramella?” “NO
“Posso uscire stasera con i miei amici per andarcene a bere qualcosa e poi sbronzi correre in auto in discoteca?” “NO
Scherzi a parte la formula elaborata per proporre questa “riforma costituzionale” sembra voler utilizzare (anche) le reazioni che questi due monosillabi innescano in noi: il SI rappresenterebbe la positività mentre il NO una sorta di rannicchiamento su sé stessi.

E’ più facile dire SI che NO, nella contemporaneità, anche nell’educazione, la relativa permissività (o meglio irresponsabilità o de-responsabilizzazione) del soggetto attore è stata da tempo premiata ed elevata a valore determinando nuovi ed impossibili livelli di responsabilità – di rimando – nel soggetto che si interfaccia (per es. figlio/a).

E’ più facile, sorridendo, portare perline colorate e specchietti ai selvaggi affamati di “modernità” e di cose mai viste, creare bisogni e desideri, è facile creare consenso ad un “liberismo” appagatore di desideri futili ed accessori, appunto accessori, è più proficuo far SI’ che “ il superfluo divenga più indispensabile del necessario ” in ossequio alle leggi del liberismo, consolidato nuovo luminoso orizzonte del governo italiano e della governance globale (non soltanto europea).

Infatti possiamo affermare , oggi, che dopo una diffusa pratica di smantellamento dello stato sociale, di svendita del patrimonio pubblico, di sterilizzazione del concorso democratico alle scelte del Paese, la gente non è più disposta ad accontentarsi di specchietti e perline. Il Brexit, che si cerca di annullare aggirando il voto popolare, ne è un esempio. La guerra – vera e propria, sotto forme diverse – alla Russia, guerra in cui l’amministrazione Obama ha voluto invischiare anche il vassallo Renzi, corso dal re nudo col proprio giullare di corte, appare oggi come una orripilanza strategica partorita da dementi e affidata ad accattoni.

L’esempio delle presidenziali americane è un altro dei tasselli di questo scenario. Già il 18 ottobre scorso Donald Trump aveva acquisito il consenso della maggioranza degli stati dell’Unione, ma la stampa non dava diffusione alla notizia. La lobby criminale che gli si oppone, battuta nei seggi ma non sconfitta (in America i Presidenti li ammazzano e anche spesso) attende il 19 dicembre, la data di riconferma dei dati elettorali, fase tutt’altro che scontata visto la posta e gli sforzi titanici messi in gioco. Jill Stein, una pressoché sconosciuta candidata del Green Party (di disturbo) ha chiesto – e dovrà pagare, in America si paga – il riconteggio delle schede per presunti brogli in Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, il costo di tali operazioni si aggirerebbe intorno ai 9,5 milioni di dollari. Vien da chiedersi chi finanzi tale operazione ad una candidata più che trombata (La Stein fa parte, nel voto popolare, di quella miscellanea di piccoli partiti che hanno raccolto, tutti insieme, lo 0,7 % ) ?
In Italia ci dicono che uno Stato più efficiente dovrebbe fuoriuscire dalla riforma costituzionale proposta da Renzi e soci. Efficiente per cosa? Per farci accettare i diktat della Trojka prossima ventura? Per consolidare alla nostra guida una classe dirigente che ci disprezza e ci governa come sudditi attraverso un sistema elettorale che premia una minoranza? Per trascinarci in obbedienza agli “obblighi internazionali” (art. 55 Cost. riformulato) nelle tresche della criminale politica estera del paese più guerrafondaio della Storia (in questo senso le intenzioni dichiarate di Trump di non adoperarsi per sovvertire stati esteri perlomeno appaiono tranquillizzanti, ma solo perché la psicopatica è stata battuta… non certo perché i due giullari Renzi e Benigni siano riusciti a far desistere il macellaio nero, signore dei droni, dai suoi progetti criminali) ?



Il Renzi contava ed ha investito sul voto degli italiani all’estero. E questo è davvero un ulteriore punto serio della questione. Che italiani sono quelli all’estero? Che ne sanno delle problematiche nostre e che titolo ha il loro voto di esuli volontari? Domani sapremo nel dettaglio quale Italia è quella che "vive" l'estero e come si è espressa nel merito dei contenuti dl referendum, ma il tema è un tema da affrontare, è un tema "etico", una vera e propria questione morale come piaceva dire ai PD in altra epoca...
Non punto il faro nemmeno sulla questione del costo – enorme – del far votare questi soggetti, solo nominalmente connazionali, inseguiti (letteralmente) da messaggeri per isole tropicali e città straniere di tutti i continenti. NO, mi chiedo semplicemente: che senso ha per gente che ha optato per l’estero il votare per le scelte di chi è rimasto in Italia. This is the question.

Dopo l’affermazione del NO, esattamente come dopo il NO greco e il voto sul Brexit, dovremo attenderci la giravolta della politica in combine con gli strateghi dell’usura europeisti finalizzata a stravolgere il parere degli italiani? Cosa instaureranno, un nuovo governo “tecnico” e/o di “transizione”? Perché non vi è dubbio alcuno che il volto dell’europa usuraia apparirà sotto un’altra forma, lo spread, le menate delle agenzie di rating, la minaccia populista, l’antipolitica…
E con la vittoria del NO, a Firenze cambierà qualcosa in merito alla scelta demenziale del nuovo aeroporto? L’opera infrastrutturale destinata – come ogni brava opera infrastrutturale – a far crescere il debito e fornire campi d’azione a finanzieri e imprenditori sotto l’alibi di “posti di lavoro” quanto mai effimeri e raramente legati al territorio.
Oppure, al solito, dovremo sorbirci il teatrino delle dimissioni, la salita al Colle (l’ascensione) e il rinvio da parte del Presidente alle Camere, dove la coalizione malsana dei Renzi/Verdini avrà il conforto del numero (il)legale? Allora, al solito, avrà vinto comunque il SI.

Per quanto attiene specificamente i contenuti della bocciata riforma Renzi-Boschi (due “cervelli” storicamente riconosciuti ed affermati in ambito costituzionale, specie dopo l’apparizione del primo

alla “Ruota della Fortuna”) ritengo comunque utile per chi mi legge riepilogare i contenuti salienti della stessa, ed allo scopo utilizzo volentieri una scaletta presa in prestito dal sito pressenza ed uno specchietto comparso sul sito del Comitato per il NO.
E questo perché non si dimentichi il momento storico che ha portato davvero una moltitudine di italiani alle urne, a livello di plebiscito. Poi, da domani, forse vedremo "notti dei cristalli" in qualche sede di partito, con i Cuperlo e i vari Quisling a cercare di convincere ancora...

  • La riforma attribuisce la deliberazione dell’eventuale stato di guerra (art. 78 della Costituzione) soltanto alla Camera dei deputati, escludendo il Senato. È vero che tale deliberazione non sarà più presa a maggioranza dei presenti in aula, ma dovrà essere approvata a maggioranza assoluta degli aventi diritto. Occorre però tenere conto che la nuova legge elettorale (detta “Italicum”) attribuisce la maggioranza dei seggi al primo partito che supera il 40% dei voti oppure che si impone al ballottaggio tra i primi due, indipendentemente dai consensi ottenuti al primo turno. Ciò significa che di fatto a decidere un eventuale stato di guerra saranno i rappresentanti di una minoranza del popolo italiano, diventati decisivi soltanto grazie ad un discutibile premio di maggioranza. È evidente che consegnare anche una decisione così importante per il futuro di un Paese nelle mani dei rappresentanti di un solo partito (tendenzialmente minoritario) è oggettivamente molto rischioso. Tra l’altro questo è un esempio di come le modifiche alla seconda parte della Costituzione possono incidere anche sui principi fondamentali, perché è evidente che se passasse il progetto di revisione, avremmo come conseguenza effettiva un indebolimento dell’art. 11 della Costituzione.
  • Il Senato non verrà più sciolto, ma ciascun senatore verrà sostituito quando verrà rinnovato l’organo elettivo da cui proviene, cioè un consiglio regionale o comunale. Dato che le Regioni e i Comuni vengono eletti anche in tempi diversi, ci saranno consistenti sostituzioni di membri del Senato in diverse fasi di una legislatura relativamente alla Camera. Questa situazione renderà difficoltoso il lavoro delle Commissioni del Senato, perché chi subentrerà, troverà sempre un lavoro già iniziato, del quale dovrà prendere visione prima di poter dare il proprio contributo.
  • Per diventare senatori è necessario essere anche sindaci o consiglieri regionali. Attualmente questa combinazione è vietata, per due evidenti ragioni. Anzitutto perché non si possono svolgere bene contemporaneamente due attività così importanti e impegnative. E poi perché il Parlamento e i Consigli Regionali sono due organismi legislativi distinti, in potenziale conflitto di interesse. Con la riforma costituzionale si rovescia totalmente la prospettiva. Ma nessuno ha spiegato come sia possibile superare le due obiezioni della contemporaneità e della sovrapposizione di ruoli.
  • I senatori non riceveranno alcun emolumento. Sono dei volontari, che dovrebbero svolgere questo volontariato a scapito dell’attività per la quale sono retribuiti dalla collettività, cioè fare il sindaco o il consigliere regionale. Sarebbe come dire che un medico in organico in un ospedale pubblico, ogni giorno si assenta per alcune ore dalla sala operatoria per andare a fare il volontario sull’ambulanza della croce rossa. Ha senso tutto questo?
  • La procedura legislativa ordinaria prevede che le leggi siano approvate dalla Camera. Il Senato ha dieci giorni di tempo per chiedere di esaminarlo su richiesta di un terzo dei suoi componenti. Com’è possibile che i senatori (tutti part-time per le ragioni suddette) abbiano il tempo di leggere con attenzione ogni legge approvata dalla Camera, di valutare se sia opportuno chiederne l’esame e nel caso di trovare il consenso di almeno un terzo dei componenti (dei quali sicuramente una parte assente perché impegnata nell’altro part-time remunerato)? Con meno ipocrisia sarebbe stato più corretto scrivere in Costituzione che il Senato non può esaminare le leggi approvate dalla Camera.
  • Il progetto di riforma costituzionale stabilisce che “il Regolamento della Camera dei deputati disciplina lo statuto delle opposizioni”. Dato che il Regolamento della Camera viene approvato a maggioranza semplice, significa che lo statuto delle opposizioni verrà deciso dalla maggioranza. Come se affidassimo al gatto la decisione su che cosa può fare il topo! Anzi, dato che con il premio di maggioranza in realtà la maggioranza dei parlamentari non rappresenta la maggioranza dei cittadini, potremmo rovesciare la metafora: sarà il topo a decidere che cosa può fare il gatto!
  • Le leggi elettorali – con la riforma – potranno “essere sottoposte, prima della loro promulgazione, al giudizio preventivo di legittimità costituzionale da parte della Corte costituzionale, su ricorso motivato presentato da almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o da almeno un terzo dei componenti del Senato della Repubblica”. Senza entrare nel merito della questione, viene da chiedersi perché per la Camera si stabilisca una soglia del 25%, mentre per il Senato si alzi il quorum al 33%. Che senso può avere?
  • Con la revisione viene abolito il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), che attualmente è uno dei due “Organi ausiliari” (l’altro è il Consiglio di Stato) che fanno parte del Governo, oltre al Consiglio dei Ministri e alla Pubblica Amministrazione. Dato che non verrà sostituito da nessun altro Ente, significa che il Governo farà a meno “di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive” che possono “contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale” (art. 99). Insomma, si vuole diminuire il ruolo della società nel Governo del Paese. Non sarebbe stato meglio, al contrario, dare più spazio alle formazioni sociali?
  • Dalla Costituzione spariscono le Province (salvo alcuni casi come Trento e Bolzano), ma restano le Città metropolitane (che in varie situazioni corrispondono al territorio di alcune Province) e la possibilità di costituire “enti di area vasta”. La più significativa differenza sta nel fatto che i rappresentanti delle Province, come già stabilito dalla cosiddetta Legge Del Rio, non vengono più eletti dal popolo, ma sono il risultato di accordi tra forze politiche. Insomma, nominati e non più eletti, come per il Senato. Sicuramente un passo indietro nella partecipazione alla gestione della “cosa pubblica”.
  • L’abolizione delle Province avrebbe potuto comportare la contemporanea abolizione delle Prefetture a livello provinciale. Invece, restano i Prefetti, che sono estensione dei poteri del Governo. Negli anni della Costituente Luigi Einaudi proponeva di abolire proprio le Prefetture per favorire il decentramento, come prevede l’art. 5 della Costituzione. Anche in questo caso emerge la tendenza al “centralismo”, che permea in profondità la revisione costituzionale voluta dal Governo.



lunedì 14 novembre 2016

STATO ( NEL SENSO DI NAZIONE? ) D'EMERGENZA - PAURA DEL VOTO

In francia Manuel Valls decide - grossomodo in corrispondenza dell'esito delle presidenziali USA - di prorogare le misure di "sicurezza" previste con lo "stato d'emergenza".
Viene il dubbio che uno dei fatti correlati o conseguenti a tale stato di cose possa o potrà essere una qualche sorta di slittamento delle presidenziali francesi, giacché Hollande, non ultimo a causa delle sue candide confidenze sugli assassinii su commissione, probabilmente potrebbe aver capito che la propria notorietà non corrisponde alla popolarità.

O forse le inveterate certezze di vittoria degli schieramenti prossimi alla lobby Clinton, certezze finora frustrate dalle elezioni americane (vedansi anche le perduranti manifestazioni anti-Trump con attivisti strutturati e probabilmente stipendiati da qualche "filantropo" di ONG) aggiunte alle recentissime affermazioni di Igor Dodon dello schieramento  filo-russo osteggiato dagli oligarchi locali in Moldova e del Gen. Roumen Raden in Bulgaria (paese tra l'altro membro NATO) che ha determinato le dimissioni dell'attuale capo dello stato hanno dato qualche motivo di riflessione sul futuro ai geniacci francesi, non più così sicuri di poter raccontare ai propri elettori versioni "ufficiali" più che claudicanti su stragi ed attentati.

Intanto in Italia continuano ad imperversare gli opinionisti, i Fazio, Saviano, I Fabio Volo, sempre
nella logica di esprimere - soltanto loro - un'apertura mentale, in realtà semplicemente un concetto:

mercoledì 9 novembre 2016

LA RIVOLUZIONE AMERICANA?????? TRUMP TRIONFA, NAUFRAGIO DELLA STAMPA (E DEI POLITICI) EMBEDDED

L'America, lo dicevo da tempo - speranzoso - non può essere soltanto quella descritta dalle pagine di Brett Easton Ellis nell'85.


Non può essere soltanto quella che - ipocrita - elegge un Presidente per il solo colore della pelle, o soltanto quella ottusa e sanguinaria massa di impiegati di ONG guerrafondaie e di generali mentecatti,

Professore, prof. Lombroso, ci dica, cosa le suggerisce questa espressione del Gen. Breedlove? Questi uomini hanno in mano in qualche misura le sorti dell'umanità, possiamo star tranquilli?
loro sì, davvero, mentecatti, ne argomentavo tempo addietro con un noto giornalista d'indagine, i giornalisti hanno ben altro ruolo e ben altra responsabilità... una responsabilità ben più grande, politici assassini e generali felloni fanno il loro - sporco - mestiere quasi con l'obbligo, diciamo "immorale" (perché ed in quanto felloni, alcuni), di distruggere invece di costruire.
Il nostro Gentiloni, anzi, Conte Paolo Gentiloni Silveri (perché nell'Italia "democratica" e fondata sul lavoro per accedere agli alti seggi della politica estera è opportuna l'abilità salottiera di una certa
Renzi con i suoi idoli, la banda Clinton


aristocrazia... oltretutto dotata di un grande fiuto appunto per le cose del mondo, almeno secondo i politici nostrani, noti parvenus dai pruriti e miti piccolo-borghesi) ha pigolato per settimane dalla elemosiniera dei Fratelli Musulmani presso la Santa Casa Killary Huma Abedin per ottenere il salvacondotto che gli consentisse di incontrare la propria eroina, la Killary di libica e siriana memoria, complice delle strategie saudite nel controllo del Medio Oriente a danno dei Paesi non-allineati, come Libia,
LIBIA  :  PER  NON  DIMENTICARE ECCO UN VIDEO DI MICHEL COLLON



Siria, Yemen, Egitto target da tempo grazie anche alla misteriosa storia del Regeni ed - ultimamente - per aver deciso Al Sisi l'invio di sue truppe in sostegno del Governo Siriano contro le falangi terroriste del falso Califfo finanziato dai Servizi americani e qatarioti.

Avevamo sperato in molti che gli americani non fossero tutti come chi donava coperte infette di vaiolo o vendeva alcool metilico ai nativi di quel continente, adesso dobbiamo vedere se Trump avrà la forza e la capacità di invertire la rotta, sarà difficile che possa rivoluzionare un mondo che si nutre oramai pressoché solo di guerre "off-shore" e di sopraffazione da parte della grande finanza, ma se questa può essere un'incertezza al contrario la vittoria della psicopatica sarebbe stata garanzia di un delirio.

Ridi, ridi, assassina della Libia e del popolo siriano! Ride ben chi ride ultimo, il tuo sembra più il ghigno del tetano
Sveglia ragazze!  la festa è finita, si va a casa...

Forza Americani, è difficile credere che possiate rinunciare - in centinaia di migliaia, milioni di impiegati in mimetica - a quello stipendio insanguinato che ricevete per il lavoro di killer in casa d'altri... però forse una speranza ci è concessa...
Di certo, oggi, appare forse soltanto che la Lobby dei Clinton ha perso la scommessa. Non è poco, per il resto, vedremo.
Una speranza, sappiamo quanto son durati i Lincoln, i Kennedy, guardiamo come potrà gestire il rapporto con i neo-con (che peraltro pare siano ovviamente anche a livelli rilevanti del suo organigramma, e non sarebbe pensabile, altrimenti, che avesse potuto vincere, siamo realisti! Nei faccia-a-faccia dei due candidati-Vice, Pence e Kaine hanno fatto a gara a chi si proponeva più bellicoso ed ostile al mondo esterno, è ovvio che facessero leva sul nazionalismo americano, ma le fabbriche d'armamenti nessun di loro pensa di farle chiudere... cerchiamo anche di non essere ingenui, l'America è - da sempre - un competitor globale), però diamogli una chance, se ci liberasse di soggetti come la Nulan, da cospiratori come mc Cain, da traditrici come la Powell, sarebbe già un fatto positivo...

E poi... e  poi  non dimentichiamoci la sarcastica Botteri, presuntuosa ed arrogante contro chiunque non stia dalla parte del "più forte"  o presunto tale,
con la sua bocca storta in quella consueta specie di rictus , davvero se n'è andata oltre il confine - oltre quello della decenza è la norma - del ridicolo stavolta.

domenica 6 novembre 2016

ELEZIONI AMERICANE ED ALTRE AMENITA' ITALIANE - DEMOCRAZIA O OLIGARCHIA?


Dopo aver collaudato la Democrazia aerotrasportata in Iraq e Afghanistan, l'Impero ha compreso che doveva creare delle rivoluzioni interne. Si tratta di un'altra tattica che consiste nel minare il Mondo arabo dal suo interno. Secondo uno studio del 2005 della Rand Corporation apprendiamo che l'America prova a spezzettare la Comunità musulmana in fazioni diverse.
Una rivoluzione è destinata al fallimento se non è condivisa dal popolo che reagirà come un sol uomo di fronte alle avversità. Le Primavere arabe preparate nei laboratori occidentali non avevano alcuna speranza di riuscire poiché disgiunte dalle società prese di mira. Non sono sceneggiature sul modello di piazza Tahrir o simili che faranno sì che la cosa attecchisca! Noi abbiamo portato avanti la nostra rivoluzione da soli, ed è stato tutto un popolo, i partigiani ma anche ogni cittadino che ha dato il suo contributo alla riuscita di questa rivoluzione, e in particolare anche molti europei nati in Algeria che a buon titolo la considerano la loro Patria, che hanno capito il senso della lotta, si sono impegnati e molti di loro sono caduti; segnatamente anche gli intellettuali francesi, che all’epoca salvarono l'onore della Nazione, convinti com'erano che la decolonizzazione fosse inscindibile dai diritti dell'uomo.

Prof. Chems Eddine Chitour




...non è sufficiente distinguere l'eredità sociale del patrimonio ereditario, il sottrarre gli stili di vita a ogni predestinazione genetica, il combattere la biologizzazione delle differenze – ancora l'opporsi alla loro gerarchizzazione. Le molteplici forme che l'umanità assume nel tempo e nello spazio non possono essere inquadrate per ordine di perfezione crescente: esse non sono i gradini di una marcia trionfale, “gli stadi o le tappe di un unico modello di sviluppo che, partendo dal medesimo punto, debba farle convergere verso lo stesso risultato”. La tentazione di collocare le comunità umane su una scala di valori della quale ci si ritenga al vertice è scientificamente tanto falso scientificamente e tanto moralmente pernicioso quanto la divisione del genere umano in entità anatomico-fisiologiche rigide.
I pensatori dell'età dei Lumi hanno, secondo Lévi-Strauss, ceduto a questa tentazione. Nell'ebbrezza dell'insieme di sviluppo delle conoscenze, del progresso tecnologico e del raffinarsi dei costumi che conobbe l'Europa del XVIII° secolo, essi per spiegare tutto ciò crearono il concetto di civiltà. Si trattò di fare della propria attuale condizione un modello, delle loro abitudini personali delle attitudini universali, dei loro valori dei criteri di valutazione assoluti, e dell'Europeo maestro e padrone della natura, il frutto più significativo della creazione...
Alle nazioni evolute spettava una missione da assolvere: affrettare il cammino dei non-Europei verso l'istruzione ed il benessere... É così che, forti di questa consapevolezza, gli Europei alla fine del XIX° secolo hanno compiuto la loro opera di colonizzazione

Alain Finkielkraut “La défaite de la pensée”


E così stiamo per arrivare a quella che ci vien fatta passare per la “resa dei conti” tra i due candidati alla Casa Bianca, una specie di “sfida all’ok corral” senza esclusione di colpi, senza esclusione di malizie e veleni, giocata tra due esponenti di quell’America imperiale che – ingenua e criminale – è convinta d’essere, come “Nuovo Mondo”, l’espressione della società perfetta, apice di quella ricerca dell’Utopia che da Platone in poi ha prodotto le peggiori mostruosità.

L’ovunque impresentabile Donald Trump ci viene proditoriamente proposto - anzi, esposto -  in una luce tra il boccaccesco e il becero, ne viene taciuta e stravolta la proposta sociale ed industriale – conservatrice e autarchica ma utile alla nazione – di penalizzare le produzioni industriali degli sciacalli globalizzanti che sfruttano paesi poveri (come il confinante Messico, oggetto per l’appunto di un progetto della General Motors) per ridurre i propri costi, minaccia tassazione del 35% per queste produzioni-avvoltoio, che di fatto impoveriranno gli operai statunitensi.


La sua antagonista, che in realtà è una antagonista di tutto il mondo pensante, è la psicopatica dell’Illinois, già moglie del distruttore della Yugoslavia, Bill Clinton, bel soggettino anche lui, ai 


...se gli occhi sono lo specchio dell'anima...Dio ci scampi e liberi!
tempi del suo governatorato in Arkansas inaugura una norma per evitare l’autopsia ai morti per suicidio. Ça va sans dire che in quegli anni vengono suicidati o cadono con l’aereo un numero impressionante di soggetti, delle istituzioni e privati cittadini che in qualche modo hanno avuto la sfortuna di incrociare la strada sua o di qualcuno della sua lobby.
Lei, da brava donnina di casa, ha al suo attivo – tra l’altro – la distruzione di una nazione, la Libia, al primo posto per l’affrancamento dell’Africa dal dominio coloniale sotto forma militare e finanziaria. É presa ad esempio dalle più stupide suffragette di tutto il mondo per il semplice fatto di avere una gonna, in realtà è semplicemente una delle odierne configurazioni che il male ha deciso di assumere, nel corso del proprio – eterno – inganno all’uomo.
Interessante la motivazione che ci illustrava nel TG2 di oggi, domenica 6 novembre (oppure sul TG della 7, tanto sono comunque veicoli della stessa propaganda), uno sconosciuto anchor man in merito alle opinioni di una ottuagenaria americana in vista del voto: questa 103enne in una sorta di candido delirio senile rivelava quella che è la più semplice delle verità contemporanee “ ho votato un presidente nero ed ora voterò un presidente donna...” non c’è molto da aggiungere, è per il colore della pelle e per il sesso che si elegge un presidente negli USA. Ma il candore della vecchietta conferma ciò che chiunque abbia un minimo di senso critico già sapeva: Barak (fortuna, benedizione in arabo) Obama è stato venduto al mondo perché negro, il problema è che non era un negro orgoglioso di esserlo, un Marin Luther King, un Malcom X (no, loro non si sentivano sminuiti dal definirsi negri, anziché più “delicatamente” neri, infatti loro li hanno ammazzati), era quello che serviva ai padroni di Wall Street: lo Zio Tom; oggi vogliono venderci questa vipera inumana semplicemente perché donna, e quindi una miriade di dementi sicuramente trascurerà il fatto di chi sia a muovere questa ulteriore pedina del terrore.
E a poco serviranno inchieste sulle a dir poco paradossali interferenze tra il pubblico ed il privato delle famigerate mail della Clinton, tutt'al più l'ultima indagine la scagionerà all'ultimo momento così da farla apparire addirittura una perseguitata, come disse profeticamente Malcom X il 21 febbraio 1965 SE NON STATE ATTENTI, I MEDIA VI FARANNO ODIARE LE PERSONE OPPRESSE E AMARE QUELLE CHE OPPRIMONO“.
E badate bene, le mail della Clinton e suo entourage non riguardano pettegolezzi o ruberie generiche, si potrebbe trattare di vero e proprio alto tradimento, se è vero quel che ci riporta Voltairenet in merito ai rapporti strutturali tra la Casa Bianca, la Clinton e i Fratelli Musulmani, a parole nemici dell'Impero ma nei fatti - dalla nascita dei loro fondamentali, ai tempi macché di Al Banna, ai tempi di Mohamed Abdul Wahhab, nel settecento prima, nell'ottocento poi e nel 1925 con l'appoggio diretto ai Saud da parte della Corona Britannica che poi avrebbe ceduto lo scettro agli USA.


Obama nella Stanza Ovale col fratellastro

D'altra parte che il fratellastro di Obama sia un Confratello è cosa nota...sennò perché lo avrebbero fatto Presidente, e Nobel per la Pace?
"Il rilanciodell’inchiesta dell’FBI sulle e-mail private di Hillary Clinton non verte tanto su questioni di sicurezza, quanto su intrighi che potrebbero andare fino all’alto tradimento.
Tecnicamente, anziché utilizzare un server sicuro del governo federale, il Segretario di Stato aveva installato nel suo domicilio un server privato, in modo da poter utilizzare Internet senza lasciare tracce su una macchina dello Stato federale. Il tecnico privato della signora Clinton aveva ripulito il suo server prima dell’arrivo del FBI, così che non era possibile sapere il motivo per cui lei avesse messo in opera questo dispositivo.
Inizialmente, l’FBI ha osservato che il server privato non aveva subito la procedura di sicurezza del server del Dipartimento di Stato. La Clinton aveva quindi commesso solo un errore di sicurezza. In un secondo tempo, l’FBI ha sequestrato il computer dell’ex parlamentare Anthony Weiner. Costui è l’ex marito di Huma Abedin, capo dello staff di Hillary. Lì sono stati trovati messaggi di posta elettronica provenienti dalla Segretaria di Stato.
Anthony Weiner è un politico ebreo, molto vicino ai Clinton, che aspirava a diventare sindaco di New York. Fu costretto a dimettersi dopo uno scandalo assai puritano: aveva inviato SMS erotici a una giovane donna diversa da sua moglie. Huma Abedin si separò ufficialmente da lui nel corso di questa bufera, ma in realtà non lo lasciò.
Huma Abedin è una statunitense allevata in Arabia Saudita. Suo padre gestisce una rivista accademica – di cui è stata per anni la segretaria editoriale - che riproduce regolarmente il parere dei Fratelli Musulmani. Sua madre presiede l’associazione saudita delle donne che fanno parte della Fratellanza e ha lavorato con la moglie dell’ex presidente egiziano Mohamed Morsi. Suo fratello Hassan lavora per conto dello sceicco Yusuf al-Qaradawi, predicatore dei Fratelli Musulmani e consigliere spirituale di Al-Jazeera.
Huma Abedin è oggi una figura centrale nella campagna elettorale clintoniana, accanto al responsabile della campagna, John Podesta, ex segretario generale della Casa Bianca sotto la presidenza di Bill Clinton. Podesta è inoltre il lobbista ufficiale del Regno dell’Arabia Saudita al Congresso, per la modica cifra di 200 mila dollari mensili. Il 12 giugno 2016, Petra, l’agenzia di stampa ufficiale della Giordania, ha pubblicato un’intervista con il principe ereditario saudita, Mohamed bin Salman, nella quale affermava la modernità della sua famiglia che aveva illegalmente finanziato circa il 20% della campagna presidenziale di Hillary Clinton, anche se si tratta di una donna. Il giorno dopo questa pubblicazione, l’agenzia ha annullato questo servizio e ha assicurato che il suo sito web era stato violato.

… Il fratellastro del presidente, Abon’go Malik Obama, è il tesoriere dell’Opera missionaria dei Fratelli in Sudan e presidente della Fondazione Barack H. Obama. Lavora direttamente sotto il comando del presidente sudanese Omar al-Bashir. Un Fratello musulmano è membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale, la più elevata istanza esecutiva negli Stati Uniti. Dal 2009 al 2012, è stato il caso di Mehdi K. Alhassani. Non si sa chi gli sia succeduto, ma la Casa Bianca aveva negato che un Fratello fosse membro del Consiglio fino a quando non emerse una prova. È inoltre un Fratello l’ambasciatore degli Stati Uniti alla Conferenza islamica, Rashad Hussain."

Credevo di aver avuto una idea originale nel ribattezzare la Clinton col nomignolo di Hellary (HELL) ma un incontro estivo e la conversazione con un anziano signore americano assiduo frequentatore dell'Europa mi ha rivelato che in realtà tra gli americani - e si badi bene non tra survivalist con arco in spalla - il nomignolo ricorrente era proprio quel Killary che tanto le si addice, a lei e al suo nero padrone dei droni-killer, gli stessi droni dell'utilità dei quali la stessa candidata si dice fiduciosa allorché ne auspica l'uso per - appunto, con un simpatico neologismo - dronare quel ficcanaso di Assange...
Un buon esempio, un altro, per chi ammira questi veri e propri mostri criminali. Il problema è che IL PROBLEMA non resta soltanto americano, riguarda anche noi  e la nostra classe dirigente, zerbino di questi soggetti.

Ma il disegno è ancora più articolato, abbiamo trascorso l’estate delle Olimpiadi indignati per l’offesa al nostro buonsenso allorché il mondo occidentale aderiva al sanzionamento senza motivo degli atleti 


russi, sia “normali” che “handicappati”, una sorta di Colin Powell dello sport ha denunciato l’uso massivo del doping da parte delle compagini dell’est, tutti hanno dimenticato lo scandalo istituzionale del Lance Armstrong, atleta creato in laboratorio e dotato di una squadra praticamente nazionale – nel senso dei Servizi USA – quella del Servizio delle Poste americano, squadra che se la vedeva, poverina, con squadre di mobilieri brianzoli e piastrellisti del veneto… La società svizzera che mette a disposizione i flaconi per i campioni dei test anti-doping ha rivelato l’accertata manomissione di almeno nove fiale...ne avete mai letta notizia sui giornali?



Il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (istituito peraltro col voto contrario di stati Uniti ed Israele, sempre coesi per le questioni umanitarie) finalmente è tornato nei ranghi, mentre la Russia – fatto senza precedenti – ne viene esclusa, la presidenza va a un principe Saudita, infatti l’Arabia Saudita, con le sue esecuzioni in piazza con crocefissione del giustiziato oppure la sua esposizione appeso ad un elicottero, è veramente un esempio di RISPETTO UMANO.
L’Arabia Saudita insieme ad Israele, l’ultimo suo alleato ufficiale (alla faccia della solidarietà del mondo arabo con i Palestinesi…), con l’aiuto di britannici ed americani sta tuttora massacrando il popolo Yemenita, ribellatosi ad un tiranno odioso.

Trascuriamo gli aiuti ai “loro” miliziani qaedisti e di Daech, l’ultima versione degli harkis di algerina memoria, utilizzati per disintegrare il Nordafrica ed il Medio Oriente, oggi la Siria, entrata nel girone dantesco degli obiettivi dell’Impero per non essersi allineata a modificare – nel 2004 – una risoluzione contro Israele, in merito ai territori sottratti al popolo palestinese. In nome della solidarietà tra paesi arabi, senza implicazioni religiose.


Ci raccontano di Trump che vorrebbe costruire un muro sul confine col Messico, guardatevi il muro costruito in calcestruzzo dagli israeliani in casa d'altri  in questo splendido e allucinante documentario
doppiato dal cantante Roger Waters, da anni impegnato nel boicottaggio della politica di evidente apartheid praticata dal governo israeliano.
Nientemeno che il Centro Simon Wiesenthal ha cercato - da parte sua - di boicottare un recente concerto dell'artista, a New York, proponendo addirittura il rimborso dei biglietti...quando si dice la finanza mondiale... ma nessuno ha chiesto il rimborso, ci fanno ancora sperare, alcuni Americani.






Intanto altri due "scienziati" della filosofia contemporanea, Matteo Renzi e  Eugenio Scalfari, discettano di democrazie e di come la democrazia non esista o si debba comunque trasformare in oligarchia...due geni veri, sono arrivati a dire quello che un "beduino della Sirte" mise per iscritto in

Moammar al Ghaddafi in occasione della storica riunione all'ONU del settembre 2009 allorché denunciò il perdurante disegno imperialista delle grandi potenze e l'assoggettamento ad esse dell'Organizzazione stessa


un certo "Libro Verde" più o meno nel 1976, certo Scalfari passa - in mezzo ad ignoranti - per un erudito, gli sarebbe stato sufficiente leggersi quel libretto presuntuoso, che sintetizzava realtà contemporanee senza nostalgie di passati gloriosi e mitologici, per capire che la sua vita era stata spesa al servizio di dittature.


L'assemblea parlamentare è una rappresentanza ingannatrice del popolo, ed i sistemi parlamentari costituiscono una soluzione falsa alla questione della democrazia; il parlamento è costituito fondamentalmente come rappresentante del popolo ma questo principio è in sé stesso non democratico, perché democrazia significa potere del popolo e non un potere in rappresentanza di esso... i parlamenti, escludendo le masse dall'esercizio del potere, e riservandosi a proprio vantaggio la sovranità popolare, sono diventati una barriera legale tra il popolo ed il potere...
Moammar al Gheddafi "Il potere del popolo" 



Ci raccontano che andremo (si andremo, e già ci siamo, con corpi speciali là anche ai tempi del massacro scientifico della Libia del Tiranno Sanguinario) a "liberare " la Libia dall'ISIL (alleato degli USA e della Francia), non ci dicono che - in realtà - quelli a cui con le tasse paghiamo stipendi in missioni all'estero per allenarsi e ammazzare altra gente che se ne sta a casa sua vanno laggiù per "debellare" la minaccia più grossa che l'Impero ha oggi in Libia, ovvero la Resistenza Verde.  Altro



che combattere l'ISIL, andiamo laggiù a combattere i libici che non si sono sottomessi, quelli del sud in particolar modo, quel sud da cui non vengono notizie, assediato dalle nuove basi americane in Niger.
Vengono in mente le parole di un economista liberale francese dell'800, a proposito della colonizzazione dell'Algeria di quell'epoca: “Alger était entourée jadis de jardins et d’habitations de plaisance. Ses environs offraient le même spectacle que ceux de Marseille. Tous cela a disparu. Les jardins ont été dévastés et les conduites hydrauliques qui portaient les eaux d’irrigation, si necessaires sous ce ciel brûlant ont été bouleverssées et détruites...Toutes les orangeries sont rasées, toutes les autres périssent faute d’arrosage. Les vergers deviennent broussailles. Les musulmans nous disent, nous avions fait de ces lieux un paradis, vous en avez fait un enfer...”
(François-Xavier-David Marchese De Sade)

E intanto continua la resistenza strenua della Siria, del suo popolo e del suo Presidente legittimo, quel Bachar al Assad la cui testa gli avvoltoi di Washington si son veduti sfilare dagli artigli dall'intervento della Russia, castigata da giornalisti della levatura di Mentana, a proposito, professore, che ci può dire di questo volto?  Che ci dice di questo pensatore che fustiga i "predicatori" del web, che auspica - di fatto - una censura per le fonti di informazione non soggiogate alla morale unica, al pensiero unico?

...possiamo attenerci con fiducia alle sue elucubrazioni, alle sue opinioni geopolitiche? Perché son questi i comunicatori che ci riportano la contemporaneità, professore ci venga in aiuto con la sua esperienza


Prof. Cesare Lombroso


sono questi giganti gli uomini su cui molta gente, che non ha tempo di informarsi direttamente si crea un'opinione:


venerdì 7 ottobre 2016

EPILETTICI?

INFERMIERINE USA AIUTANO UN IRAQENO EVIDENTEMENTE EPILETTICO


TERAPIA RIABILITATIVA DI EPILETTICO CON ELETTROSTIMOLATORI

TERAPIA (PARE FUNZIONI) IN AIUTO DI UN ALTRO EPILETTICO AD ABU GHRAIB